Berba Cup

La Nuova Ferrara- 14 maggio 2015

Grandi squadre, figli d’arte come Totti e Stankovic, l’ottimo torinista Coppola L’organizzatore: "Sì, siamo i migliori in Italia. Grazie a qualità e aspetto turistico"

FERRARA. "Nessun dubbio: è la miglior manifestazione giovanile in Italia per questa fascia d’età". 
Un’affermazione decisa, netta, perentoria. Carica di soddisfazione. A rilasciarla non sono stati gli organizzatori, bensì i protagonisti: dirigenti, allenatori, genitori. Il riferimento era, è, alla Berba Cup, torneo - giunto alla seconda edizione - svoltosi di recente al “Raibosola” di Comacchio e riservato ai Pulcini 2005.

Quando riportiamo questi giudizi ad Antonio Piazza, il suo volto si illumina. Campano di Nocera Inferiore (e grande tifoso dei Molossi, ora caduti in Eccellenza e con un futuro incerto), trapiantato in Romagna, responsabile della MGA Sport, una smisurata passione per il calcio, un recente passato come osservatore di Torino e Spal ed un presente nelle vesti di scout della Roma per il Nord Italia, Piazza è l’organizzatore della Berba Cup. Non fa tutto da solo ("Il ruolo di Barbara Travagli è fondamentale; una presenza insostituibile, la sua, e che mi consente di concentrarmi soprattutto sugli aspetti tecnici. Quanto a Gianfranco Vitali, ogni commento è superfluo: un grande"), ma lo fa benissimo.

Berba Cup in... Piazza Ricetta di un successo

Piazza è lusingato dal giudizio dei protagonisti: "Molto, è ovvio. Siamo partiti due anni fa e ci troviamo ad essere già un punto di riferimento. Lo scorso inverno, a Medicina, i genitori dei ragazzini del Bologna commentavano tra loro “Ah, la Berba Cup...”, ed auspicavano che la società rossoblu partecipasse alla nostra manifestazione. Sì, senza falsa modestia posso affermare che siamo al top". Lecito chiedersi cosa elevi la Berba Cup rispetto agli altri tornei nazionali, una miriade, e quale sia la sua formula vincente. "La differenza è rappresentata dall’abbinata turismo-calcio. Puntiamo a promuovere il territorio, a far conoscere Comacchio ed i suoi Lidi. E poi, a livello tecnico, c’è l’aspetto qualitativo: quando hai Inter, Roma, Udinese, Torino - le semifinaliste dell’ultima edizione - oltre ad altre società di serie A(Empoli, Verona, Chievo, gli austriaci dello Sturm Graz; ndr), significa che ti sei assicurato l’eccellenza, la massima espressione del calcio italiano non solo per blasone dei club ma anche per la tradizione, il lavoro ed i risultati dei rispettivi settori giovanili".

Tra l’altro, pure a livello di giocatori, non mancano i talenti (il torinista Coppola, l’interista Di Maggio), i nomi noti, i figli d’arte. Quest’ultimo aspetto è un ulteriore, parziale ma mediatico, motivo di richiamo, di attenzione, anche se quando si parla di bambini di 10 anni bisogna usare tutte le cautele possibili ed immaginabili. All’ultima edizione della Berba Cup hanno partecipato Cristian Totti, figlio del “Pupone” romanista, e Aleksandar Stankovic, erede di Dejan, attuale vice-allenatore dell’Udinese nonchè ex centrocampista di Lazio ed Inter.

Tottino, romano, romanista e... romanesco fino al midollo, ha sprizzato simpatia - contagiosa - da tutti i pori, ma era protetto con attenzione, molto seguito. Lui stesso, a chi glielo chiedesse, negava di essere Cristian Totti e declinava altre generalità. "Vivere con quel nome e con quella maglia - osserva Piazza - è difficile, parecchio. Lo scorso novembre ha fatto gol nel derby di categoria con la Lazio e La Gazzetta dello Sport gli ha addirittura dedicato molto spazio. La struttura della Roma cerca di “nasconderlo”. Per Stankovic, a Udine, magari è un’altra cosa, città ed ambiente sono ovviamente diverse rispetto a Roma. Ma sono bambini, vanno lasciati in pace, anche tornei come questo devono essere vissuti come un divertimento, una vacanza".

Grandi squadre, figli d’arte come Totti e Stankovic, l’ottimo torinista Coppola L’organizzatore: "Sì, siamo i migliori in Italia. Grazie a qualita' e aspetto turistico".

Allestire un torneo come la Berba Cup non è una sciocchezza. Piazza spiega: "E’ il lavoro di un anno. Con Barbara Travagli, dell’Holiday Village Florenz, stiamo già riflettendo sulla prossima edizione. Ad agosto la programmazione sarà pianificata, a settembre partiranno gli inviti".

Le ambizioni? In ulteriore espansione: "Per ora siamo arrivati al nostro massimo livello. Ma io - sottolinea Piazza - se non vedo futuro mi fermo. Qui, invece, il futuro lo vedo eccome. Vorrei che la Berba Cup diventasse per i Pulcini ciò che il “Viareggio” è per i Primavera. Per questo sto lavorando con Barbara al fine di avere alcune importanti società estere, già dalla prossima edizione che nel 2016 si disputerà il 23, 24 e 25 aprile. Pensiamo a club francesi e tedeschi di rilievo, ma anche a realtà di altri Paesi. Inoltre, ci saranno i preliminari della Berba Cup, un mese prima della manifestazione vera e propria: vi parteciperanno i club di Lega Pro e delle categorie dilettantistiche, e la vincente accederà alla tre giorni della Berba. Con questa formula, con la conferma dei top club italiani e l’arrivo di squadre estere di consolidata tradizione anche a livello giovanile, il livello del torneo si innalzerà ulteriormente ed anche la sua visibilità crescerà in maniera esponenziale, rappresentando una vetrina ancor più luccicante sia per l’aspetto puramente calcistico sia per l’indotto turistico. Voglio, vogliamo, compiere un ulteriore salto in avanti".

Si era capito. E’ con questo spirito, con questi obiettivi, che si fa strada. Che si raggiungono traguardi.

di Paolo Negri

08.02.2016 12:18
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